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Cellule Staminali da Tessuto Adiposo o Midollo Osseo: BMAC, MFAT e Quale Scegliere

2026-08-29 17:15

Dott.Lorenzo Proietti

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Cellule staminali da grasso o midollo osseo? Scopri differenze tra BMAC e tessuto adiposo microframmentato, evidenze, recupero e quale scegliere.

Cellule Staminali da Tessuto Adiposo o Midollo Osseo: BMAC, MFAT e Quale Scegliere

Quando un paziente sente parlare di cellule staminali in ortopedia, una delle prime domande è:

“Da dove vengono prelevate?”

Subito dopo arriva quella probabilmente più importante:

“Sono migliori le cellule staminali dal tessuto adiposo oppure quelle dal midollo osseo?”

La risposta è meno semplice di quanto possa sembrare.

In ortopedia vengono utilizzate diverse preparazioni biologiche autologhe ottenute soprattutto dal midollo osseo o dal tessuto adiposo, ma BMAC, tessuto adiposo microframmentato, SVF e cellule mesenchimali coltivate non sono sinonimi e non dovrebbero essere presentati come se fossero lo stesso prodotto.

Ancora più importante: le evidenze attuali non dimostrano che il tessuto adiposo sia universalmente migliore del midollo osseo, né viceversa.

La scelta deve considerare:

preparazione realmente utilizzata;

patologia;

articolazione;

grado dell’artrosi;

caratteristiche del paziente;

invasività della procedura;

evidenze disponibili;

obiettivo realistico del trattamento.

Per questo la domanda corretta non è soltanto:

“Grasso o midollo?”

ma:

“Quale prodotto biologico sto realmente ricevendo e quali evidenze esistono per la mia specifica patologia?”

In breve

Le cosiddette “cellule staminali ortopediche” possono derivare soprattutto da midollo osseo o tessuto adiposo.

BMAC significa Bone Marrow Aspirate Concentrate: è un concentrato di aspirato midollare, non una siringa composta esclusivamente da cellule staminali.

MFAT significa Microfragmented Adipose Tissue: è tessuto adiposo microframmentato e conserva una complessa componente stromale.

SVF e MFAT non sono automaticamente la stessa preparazione.

Non esistono oggi prove sufficienti per affermare che BMAC sia sempre migliore del tessuto adiposo o viceversa.

Nell’artrosi del ginocchio entrambe le strategie hanno prodotto risultati clinici interessanti in pazienti selezionati.

Migliorare dolore e funzione non equivale automaticamente a ricostruire una cartilagine normale.

La scelta dovrebbe essere fatta dopo diagnosi e valutazione clinica, non sulla base del nome commerciale della procedura.

Prima domanda: stiamo davvero parlando di “cellule staminali”?

Questa precisazione è fondamentale.

Nel linguaggio comune si utilizza frequentemente l'espressione:

“infiltrazione di cellule staminali”.

Ma sotto questa definizione possono nascondersi prodotti biologicamente molto differenti.

Il Ministero della Salute ha recentemente richiamato l'attenzione proprio sulla necessità di distinguere le terapie cellulari regolamentate dalle presunte “cure miracolose” pubblicizzate in modo improprio.

In ortopedia, nella pratica clinica, è quindi importante chiedere sempre:

Che cosa viene realmente prelevato, processato e somministrato?

Che cos’è il BMAC?

BMAC significa:

Bone Marrow Aspirate Concentrate

cioè concentrato di aspirato midollare.

Il materiale viene ottenuto aspirando midollo osseo, generalmente da una sede idonea, e successivamente processato per ottenere un concentrato.

Il prodotto contiene una miscela complessa di:

cellule ematopoietiche;

cellule stromali;

piastrine;

mediatori biologici;

una quota di cellule progenitrici/stromali mesenchimali.

BMAC non significa “cellule staminali pure”

Questo è il primo equivoco da evitare.

Il BMAC non è una siringa riempita esclusivamente di cellule staminali mesenchimali.

È un concentrato biologico complesso.

Quando negli studi scientifici viene utilizzato BMAC, quindi, non dovremmo automaticamente tradurre il risultato come:

“Le cellule staminali hanno fatto questo.”

Il beneficio clinico può dipendere dall’interazione di numerose componenti biologiche.

Da dove viene prelevato il midollo osseo?

Il midollo viene generalmente aspirato da una sede che consenta di ottenere materiale adeguato mantenendo la procedura sicura.

Il prelievo viene eseguito in condizioni controllate e con una forma di anestesia appropriata alla procedura.

Successivamente il materiale può essere processato mediante sistemi che ne concentrano alcune componenti.

Il preparato viene quindi utilizzato secondo l’indicazione prevista.

Il prelievo di BMAC fa male?

Può provocare fastidio.

Bisogna distinguere:

dolore durante il prelievo;

fastidio nella sede nelle ore successive;

dolore eventualmente provocato dall’infiltrazione articolare.

La percezione varia molto da persona a persona.

Nei giorni successivi possono comparire:

indolenzimento;

dolore locale;

piccolo ematoma;

fastidio durante alcuni movimenti.

Questo non significa automaticamente complicanza.

Un dolore importante, progressivo o associato ad altri sintomi deve però essere valutato.

Che cos’è il tessuto adiposo microframmentato?

Il tessuto adiposo microframmentato, spesso indicato con l’acronimo MFAT – Microfragmented Adipose Tissue, viene ottenuto partendo dal tessuto adiposo del paziente.

Il tessuto adiposo è molto più di un semplice deposito energetico.

Contiene:

adipociti;

matrice extracellulare;

vasi;

periciti;

cellule stromali;

mediatori biologici.

Attraverso specifici sistemi di processamento il tessuto può essere ridotto in frammenti più piccoli mantenendo parte della propria architettura stromale.

Alcuni sistemi commerciali utilizzati per ottenere tessuto adiposo microframmentato sono diventati molto conosciuti, ma il nome commerciale non deve sostituire la definizione biologica della procedura.

Lipogems e tessuto adiposo microframmentato sono la stessa cosa?

Lipogems è un sistema commerciale utilizzato per ottenere tessuto adiposo microframmentato; MFAT è invece una categoria più generale.

Quindi è più corretto pensare:

MFAT = tipo di prodotto/preparazione

e

Lipogems = uno dei sistemi attraverso cui può essere ottenuta una preparazione di tessuto adiposo microframmentato.

Utilizzare i due termini come sinonimi assoluti può generare confusione.

MFAT e SVF sono la stessa cosa?

No.

Questo è un altro punto che raramente viene spiegato bene.

La stromal vascular fraction – SVF indica una popolazione cellulare ottenuta dal tessuto adiposo attraverso specifici processi di isolamento.

Il tessuto adiposo microframmentato mantiene invece una parte della struttura tissutale.

Sono quindi prodotti differenti.

Anche modalità di processamento e aspetti regolatori possono cambiare a seconda della tecnica utilizzata.

La domanda:

“Mi faranno cellule staminali dal grasso?”

non è quindi sufficientemente precisa.

È necessario sapere:

quale materiale viene prelevato;

come viene processato;

che prodotto finale viene utilizzato.

BMAC e tessuto adiposo microframmentato: quali sono le differenze?

CaratteristicaBMACTessuto adiposo microframmentato
OrigineMidollo osseoTessuto adiposo
Tipo di prodottoConcentrato di aspirato midollareTessuto adiposo processato/microframmentato
Contiene solo MSC?NoNo
ComposizioneCellule + piastrine + mediatori biologiciTessuto stromale + cellule + matrice
PrelievoAspirazione midollarePrelievo adiposo
ProceduraSpecifica per il midolloSpecifica per il tessuto adiposo
Evidenze per ginocchio artrosicoPresentiPresenti
Superiorità dimostrata sull’altroNoNo
Rigenera sicuramente cartilagineNoNo

La colonna più importante è probabilmente quella sulla superiorità.

Al momento non possiamo dire:

“Il grasso è sempre meglio.”

né:

“Il midollo è più potente.”

Quale contiene più cellule staminali?

È una domanda intuitiva, ma rischia di portare nella direzione sbagliata.

La concentrazione di determinate popolazioni cellulari può essere differente tra tessuto adiposo e midollo osseo.

Ma:

più cellule non significa automaticamente migliore risultato clinico.

Una terapia biologica non può essere valutata soltanto contando una popolazione cellulare.

Contano anche:

vitalità;

fenotipo;

interazioni cellulari;

matrice;

mediatori biologici;

ambiente articolare;

gravità della malattia.

Inoltre le diverse tecniche di preparazione producono prodotti differenti.

Per questo non sceglierei un trattamento semplicemente sulla base della frase:

“Questo contiene più staminali.”

È meglio BMAC o tessuto adiposo?

Risposta rapida

Non abbiamo ancora prove di alta qualità sufficienti per stabilire che BMAC o tessuto adiposo microframmentato siano universalmente superiori l’uno all’altro.

Entrambi hanno mostrato risultati clinici promettenti nell’artrosi del ginocchio, ma gli studi utilizzano preparazioni, dosi, pazienti e protocolli molto diversi.

Una revisione sistematica recente sul BMAC conclude che può migliorare dolore e funzione, ma non consente di dimostrare una superiorità chiara rispetto agli altri ortobiologici.

Per il tessuto adiposo microframmentato, una revisione sistematica ha osservato miglioramenti di dolore e funzione, ma sottolineando limiti metodologici e qualità moderata delle evidenze.

Ancora più significativo: nel 2025 è stato pubblicato il protocollo di uno studio randomizzato BMAC vs MFAT proprio perché manca ancora una prova di alto livello capace di stabilire la superiorità di una fonte sull'altra.

Perché allora alcuni dicono che il grasso è migliore?

Possono esserci diverse ragioni:

diversa disponibilità cellulare;

facilità del prelievo;

esperienza del centro;

caratteristiche del paziente;

protocollo utilizzato;

preferenza dell’operatore.

Ma una preferenza tecnica o biologica non dovrebbe essere trasformata in una verità universale.

Una meta-analisi precedente aveva suggerito risultati potenzialmente migliori per le cellule derivate dal tessuto adiposo rispetto al midollo, ma gli stessi autori sottolineavano la scarsità di confronti diretti e la necessità urgente di trial migliori.

È quindi più corretto dire:

esistono segnali interessanti, ma il confronto non è definitivamente risolto.

Perché altri preferiscono BMAC?

Il BMAC presenta una lunga storia di utilizzo nell’ortobiologia.

Ha inoltre una composizione complessa che comprende:

cellule stromali;

elementi ematopoietici;

piastrine;

fattori biologici.

Anche per il BMAC sono disponibili trial e revisioni con risultati clinici favorevoli.

Una revisione di studi randomizzati del 2024 ha osservato miglioramento dopo trattamento, ma quando BMAC veniva confrontato con altre infiltrazioni le differenze non superavano chiaramente le soglie considerate clinicamente rilevanti.

Questa è una conclusione molto utile.

Un trattamento può funzionare senza essere necessariamente superiore a tutte le alternative.

BMAC o tessuto adiposo nell’artrosi del ginocchio?

È nel ginocchio artrosico che abbiamo oggi la maggiore quantità di dati clinici.

Entrambe le strategie possono produrre un miglioramento di:

dolore;

funzione;

capacità di svolgere attività quotidiane.

Una meta-analisi del 2025 che ha analizzato terapie stromali di origine adiposa e midollare ha riscontrato un effetto favorevole sul dolore rispetto ad altri ortobiologici, ma il vantaggio non si traduceva in un miglioramento altrettanto netto di tutti gli outcome funzionali.

Quindi:

dolore migliore ≠ ginocchio strutturalmente guarito.

Per una panoramica generale del trattamento puoi collegare questa sezione alla pagina sulle cellule staminali in ortopediae alla guida dedicata alle cellule staminali per il ginocchio.

Le cellule staminali fanno ricrescere la cartilagine?

Risposta rapida

Non è corretto promettere che BMAC o tessuto adiposo microframmentato facciano ricrescere una cartilagine completamente normale in un ginocchio artrosico.

Alcuni studi riportano modificazioni strutturali interessanti, ma il dato più consistente riguarda soprattutto riduzione del dolore e miglioramento clinico.

Una revisione sul tessuto adiposo ha riportato risultati clinici favorevoli e alcuni segnali di preservazione o modificazione cartilaginea, ma ha anche sottolineato l’elevata eterogeneità delle preparazioni.

Bisogna quindi separare:

miglioramento dei sintomi

da

rigenerazione anatomica completa.

Possono evitare la protesi?

Non può essere garantito.

Se un paziente migliora abbastanza da:

camminare meglio;

ridurre il dolore;

recuperare attività;

rimandare una decisione chirurgica;

il trattamento può avere raggiunto un obiettivo clinicamente importante.

Ma:

rimandare la protesi non significa aver dimostrato che la protesi sia stata definitivamente evitata.

Un ginocchio con:

artrosi terminale;

grave deformità;

importante rigidità;

dolore anche a riposo;

presenta un problema strutturale che nessuna infiltrazione biologica può semplicemente cancellare.

In quale grado di artrosi hanno più senso?

In generale l’interesse maggiore per gli ortobiologici riguarda artrosi non terminali.

Ma il grado radiografico da solo non basta.

Bisogna considerare:

età biologica;

peso;

asse;

forza;

livello di attività;

dolore;

versamento;

menisco;

cartilagine residua;

aspettative.

Due pazienti con la stessa classificazione radiografica possono avere esigenze completamente diverse.

Tessuto adiposo o BMAC dopo meniscectomia?

Dopo una meniscectomia il problema non è semplicemente:

“manca un pezzo di menisco, quindi mettiamo cellule staminali.”

La perdita di tessuto meniscale modifica la biomeccanica articolare.

Può aumentare il carico sulla cartilagine e sull’osso subcondrale.

Le procedure ortobiologiche possono essere studiate all’interno di strategie di preservazione articolare, ma non ricostruiscono automaticamente un menisco rimosso.

La decisione deve considerare:

quantità di menisco residuo;

cartilagine;

asse dell’arto;

sintomi;

eventuale edema osseo;

grado di artrosi.

BMAC o tessuto adiposo per una lesione cartilaginea focale?

Una lesione cartilaginea focale in un paziente giovane non è la stessa cosa dell’artrosi diffusa.

Questo è fondamentale.

In una lesione focalizzata bisogna considerare:

sede;

dimensione;

profondità;

osso subcondrale;

età;

allineamento;

menisco;

stabilità.

In questi casi possono entrare in gioco anche tecniche chirurgiche di riparazione cartilaginea.

Non bisogna quindi trasferire automaticamente i risultati delle infiltrazioni per artrosi alle lesioni traumatiche focali.

E nell’anca?

L’anca è un’articolazione profonda e biomeccanicamente molto differente dal ginocchio.

Le evidenze sugli ortobiologici sono meno robuste.

Una persona con dolore all’anca può avere:

artrosi;

conflitto femoro-acetabolare;

lesione labrale;

patologia tendinea;

dolore proveniente dalla colonna.

Prima di proporre una procedura biologica serve quindi una diagnosi precisa.

E nella spalla?

Anche nella spalla la parola “dolore” può descrivere patologie differenti:

tendinopatia;

lesione cuffia;

artrosi;

capsulite;

calcificazione.

Le evidenze ottenute nell’artrosi del ginocchio non possono essere automaticamente trasferite alla cuffia dei rotatori.

Questo vale anche quando il prodotto biologico utilizzato è lo stesso.

Il tessuto adiposo è migliore nei pazienti anziani?

È una delle affermazioni che si leggono più frequentemente online.

La risposta corretta è:

non possiamo trasformarla in una regola universale.

L’età influenza:

qualità dei tessuti;

risposta biologica;

comorbidità;

gravità dell’artrosi.

Studi di laboratorio hanno dimostrato che è possibile ottenere popolazioni mesenchimali sia da tessuto adiposo sia da midollo osseo anche in soggetti anziani.

Ma questo non significa automaticamente che:

“sopra una certa età bisogna usare il grasso.”

La decisione rimane clinica.

BMAC è migliore nei giovani e negli sportivi?

Anche questa è una semplificazione.

Essere giovane o sportivo non costituisce da solo un’indicazione al BMAC.

Un atleta di 30 anni con:

lesione meniscale instabile;

problema meccanico;

grave lesione cartilaginea focale;

potrebbe aver bisogno di una strategia completamente diversa da un’infiltrazione biologica.

Prima viene la diagnosi. Poi viene il prodotto.

Quale procedura è più invasiva?

Entrambe richiedono un prelievo.

BMAC

Richiede aspirazione midollare.

Tessuto adiposo

Richiede prelievo del tessuto adiposo mediante una procedura dedicata.

L’invasività percepita dipende anche da:

volume necessario;

anestesia;

tecnica;

sede;

esperienza dell’operatore;

caratteristiche del paziente.

Non sceglierei quindi un prodotto esclusivamente perché viene pubblicizzato come:

“più semplice”.

Quale procedura recupera più rapidamente?

Non esiste una timeline unica.

Dopo entrambe le procedure bisogna distinguere:

recupero dalla sede di prelievo;

recupero dall’infiltrazione;

eventuale risposta clinica dell’articolazione.

Il paziente può camminare relativamente presto ma non percepire ancora un beneficio articolare.

L’eventuale risposta biologica viene generalmente valutata nel corso delle settimane e dei mesi.

Cosa aspettarsi dopo un BMAC?

Possono comparire temporaneamente:

dolore nella sede del prelievo;

fastidio articolare;

gonfiore;

rigidità.

La gestione post-procedurale dipende da:

articolazione;

patologia;

procedura associata;

protocollo.

Non esiste un calendario universale.

Cosa aspettarsi dopo il prelievo di tessuto adiposo?

Nella sede di prelievo possono comparire:

dolore;

tensione;

ecchimosi;

gonfiore.

Anche in questo caso la durata varia.

La presenza di un prelievo adiposo rende la procedura differente da una semplice infiltrazione ambulatoriale.

Quale fa più male?

Non esiste una risposta valida per tutti.

BMAC e tessuto adiposo prevedono due modalità di prelievo differenti.

La percezione dipende da:

sensibilità individuale;

tecnica;

anestesia;

quantità di tessuto;

decorso post-procedurale.

Non considero il livello di fastidio un criterio sufficiente per decidere quale ortobiologico utilizzare.

Quanto durano i risultati?

Non è corretto affermare:

“BMAC dura due anni.”

oppure:

“Lipogems dura tre anni.”

Gli studi valutano popolazioni.

Non producono una data di scadenza individuale.

La durata del beneficio dipende da:

gravità dell’artrosi;

peso;

attività;

deformità;

progressione della malattia;

risposta individuale;

riabilitazione.

Quale costa di più?

I costi dipendono da:

struttura;

procedura;

sistema utilizzato;

sala/procedura necessaria;

follow-up;

eventuali trattamenti associati.

Il costo non dovrebbe essere utilizzato come indicatore di efficacia.

Una procedura più complessa o più costosa non è automaticamente più appropriata.

Quali sono i rischi?

Nessuna procedura medica è priva di rischi.

Possono verificarsi:

dolore;

gonfiore;

ecchimosi;

reazioni locali;

problemi nella sede di prelievo;

infezione;

mancato beneficio.

Una revisione sistematica sulle procedure cellulari per artrosi del ginocchio ha osservato soprattutto eventi avversi transitori come dolore e gonfiore, senza segnalare nelle serie incluse un segnale importante di gravi complicanze a breve termine; rimane però necessaria migliore evidenza sul lungo periodo.

Possono provocare tumori?

Quando si parla di questo argomento è fondamentale non mettere nello stesso gruppo:

preparazioni autologhe minimamente manipolate;

cellule isolate;

cellule espanse in laboratorio;

prodotti allogenici;

terapie avanzate.

Sono categorie biologiche e regolatorie differenti.

Per questo una risposta generica del tipo:

“Le cellule staminali non hanno alcun rischio”

non è scientificamente corretta.

Bisogna sempre identificare esattamente quale prodotto viene utilizzato.

Le 10 domande da fare prima di scegliere BMAC o tessuto adiposo

1. Qual è esattamente la mia diagnosi?

“Cartilagine consumata” non è sufficiente.

2. Quale prodotto verrà realmente utilizzato?

BMAC? MFAT? SVF? Altro?

3. Da quale tessuto deriva?

Midollo oppure tessuto adiposo?

4. Come viene processato?

La modalità di preparazione modifica il prodotto finale.

5. Perché questa fonte è stata scelta per me?

La risposta dovrebbe essere clinica, non commerciale.

6. Quali evidenze esistono per la mia specifica patologia?

Non basta dire:

“Ci sono molti studi sulle staminali.”

7. Qual è l’obiettivo?

Dolore? Funzione? Ritorno allo sport?

8. Mi state promettendo rigenerazione completa della cartilagine?

Una promessa assoluta merita molta prudenza.

9. Quali sono le alternative?

Può essere utile confrontare anche PRP in ortopedia e le altre infiltrazioni del ginocchio.

10. Cosa succede se non funziona?

Un trattamento dovrebbe essere inserito in un percorso, non essere l’ultima risposta disponibile.

L’errore più frequente: scegliere “la cellula migliore” invece del paziente migliore

Questa è probabilmente la conclusione più importante.

L’efficacia di un ortobiologico dipende anche da:

indicazione;

grado di artrosi;

asse;

forza;

peso;

attività;

menisco;

cartilagine;

aspettative.

Il prodotto biologico non lavora nel vuoto.

Viene inserito in un’articolazione con una propria biomeccanica.

Se un ginocchio presenta:

importante varismo;

grave perdita cartilaginea;

menisco non funzionante;

deformità avanzata;

cambiare da BMAC a tessuto adiposo non corregge automaticamente il problema meccanico.

Quando NON sceglierei né BMAC né tessuto adiposo

Esistono situazioni nelle quali la domanda:

“Quali cellule staminali devo fare?”

parte dal presupposto sbagliato.

Per esempio:

diagnosi non chiara;

infezione;

importante problema meccanico;

frattura;

grave instabilità;

artrosi terminale con importante deformità;

indicazione chirurgica già evidente.

In questi casi una procedura biologica potrebbe semplicemente ritardare il trattamento più appropriato.

Quando invece possono essere valutati?

Possono essere discussi in pazienti opportunamente selezionati quando:

la diagnosi è chiara;

il quadro non è terminale;

il trattamento conservativo è stato correttamente eseguito;

esiste ancora una buona funzione articolare;

le aspettative sono realistiche;

esiste evidenza sufficiente per la specifica indicazione.

Per comprendere il ruolo generale di queste procedure nel percorso terapeutico è utile collegare questa sezione alla guida sull'ortopedia rigenerativa.

Caso clinico esemplificativo 1 – Artrosi moderata in paziente attivo

Paziente di circa 55 anni.

Presenta:

artrosi moderata;

dolore durante lunghe camminate;

buona forza;

nessuna grave deformità.

Ha già eseguito un corretto percorso conservativo.

In questo caso può essere ragionevole discutere un trattamento ortobiologico.

La scelta tra BMAC e tessuto adiposo deve però essere basata sulla procedura disponibile, sulle evidenze e sulle caratteristiche cliniche.

Insegnamento

Il paziente può essere candidato all’ortobiologia senza che esista automaticamente un prodotto “migliore”.

Caso clinico esemplificativo 2 – Artrosi terminale

Paziente di circa 72 anni.

Presenta:

grave deformità;

dolore anche a riposo;

rigidità;

difficoltà importante nel cammino.

Chiede:

“Meglio staminali dal grasso o dal midollo?”

Ma la domanda principale è un’altra:

questa articolazione ha ancora una probabilità realistica di ottenere un beneficio sufficiente da una procedura biologica?

Insegnamento

La severità della malattia viene prima della scelta della fonte biologica.

Caso clinico esemplificativo 3 – Paziente giovane con lesione focale

Sportivo di circa 32 anni.

RMN mostra una lesione cartilaginea focale.

Non presenta artrosi diffusa.

In questo paziente bisogna valutare:

dimensione;

sede;

osso subcondrale;

menisco;

stabilità;

asse.

Il trattamento potrebbe comprendere strategie completamente diverse rispetto all’infiltrazione utilizzata nel paziente artrosico.

Insegnamento

Lesione focale e artrosi diffusa non sono la stessa patologia.

Caso clinico esemplificativo 4 – RMN simile, paziente diverso

Due pazienti presentano una RMN con grado di artrosi apparentemente simile.

Il primo:

cammina un’ora;

ha dolore moderato;

buona forza.

Il secondo:

zoppica dopo 200 metri;

presenta deformità;

ha dolore notturno.

Non dovrebbero ricevere automaticamente lo stesso trattamento.

Insegnamento

Il referto non seleziona da solo il candidato.

FAQ su BMAC e cellule staminali da tessuto adiposo

1. Sono meglio le cellule staminali dal grasso o dal midollo?

Non è dimostrata una superiorità universale. La scelta dipende dalla patologia e dalla procedura.

2. Che cos’è il BMAC?

È un concentrato ottenuto dall’aspirato del midollo osseo.

3. BMAC contiene solo cellule staminali?

No. Contiene una miscela di cellule e componenti biologiche.

4. Che cos’è MFAT?

È tessuto adiposo microframmentato.

5. MFAT significa Lipogems?

Lipogems è uno dei sistemi commerciali utilizzati per ottenere tessuto adiposo microframmentato; MFAT è un termine più generale.

6. MFAT e SVF sono uguali?

No. Sono preparazioni differenti.

7. Il grasso contiene cellule staminali?

Il tessuto adiposo contiene popolazioni stromali e progenitrici, ma il prodotto finale dipende dal processamento.

8. Il midollo contiene cellule mesenchimali?

Sì, ma rappresentano solo una parte del concentrato midollare.

9. Quale contiene più cellule?

Dipende dalla preparazione; soprattutto, il numero da solo non stabilisce l’efficacia.

10. BMAC rigenera la cartilagine?

Non può essere promessa una completa rigenerazione della cartilagine normale.

11. Il grasso rigenera la cartilagine?

Anche in questo caso non è possibile garantire una ricostruzione completa.

12. Quale funziona meglio nell’artrosi?

Entrambi hanno risultati promettenti, ma non è stata dimostrata una superiorità definitiva.

13. Quale funziona meglio nel ginocchio?

È nel ginocchio che esistono più dati, ma la scelta rimane individuale.

14. Si usano anche nell’anca?

Possono essere studiate in questo ambito, ma le evidenze sono meno robuste rispetto al ginocchio.

15. Si usano nella spalla?

In alcune condizioni vengono valutati ortobiologici, ma le indicazioni sono differenti dal ginocchio.

16. Il prelievo di midollo fa male?

Può provocare fastidio e dolore temporaneo nella sede del prelievo.

17. Il prelievo di grasso fa male?

Può determinare indolenzimento, ecchimosi e gonfiore temporanei.

18. Serve anestesia?

La modalità di anestesia dipende dalla procedura specifica.

19. Quanto dura il recupero?

Dipende dal tipo di prelievo, articolazione e patologia.

20. Quando inizia il beneficio?

L’eventuale miglioramento viene generalmente valutato nel corso delle settimane e dei mesi.

21. Quanto dura il beneficio?

Non esiste una durata garantita.

22. Si possono ripetere?

In alcuni casi sì, ma bisogna prima rivalutare diagnosi e progressione.

23. Possono evitare la protesi?

Non può essere garantito. Possono in alcuni pazienti contribuire a continuare il trattamento conservativo.

24. Funzionano nell’artrosi grado 4?

Il beneficio tende a essere meno prevedibile nei quadri strutturalmente molto avanzati.

25. Posso camminare dopo?

La deambulazione viene generalmente ripresa secondo il protocollo indicato dal medico.

26. Quando posso tornare al lavoro?

Dipende dal lavoro e dal tipo di procedura.

27. Quando posso tornare in palestra?

Il ritorno deve essere progressivo e dipende dalla patologia trattata.

28. Serve fisioterapia?

Spesso sì. La procedura biologica non sostituisce il recupero funzionale.

29. Sono più efficaci del PRP?

Non è dimostrato che siano sempre superiori al PRP. In alcuni trial MFAT e PRP hanno prodotto risultati simili.

30. Come faccio a sapere quale procedura è più adatta?

Serve una valutazione che consideri diagnosi, stadio della malattia, imaging, funzione, attività e aspettative.

Conclusione: non esiste la “cellula staminale migliore”

La domanda:

“Sono migliori le cellule staminali dal tessuto adiposo o dal midollo osseo?”

non ha oggi una risposta universale.

BMAC e tessuto adiposo microframmentato sono prodotti biologicamente differenti, ottenuti attraverso procedure differenti.

Entrambi hanno prodotto risultati clinici interessanti soprattutto nell’artrosi del ginocchio.

Ma la ricerca non dimostra ancora che uno sia sempre superiore all’altro.

La decisione dovrebbe quindi partire da:

diagnosi precisa;

stadio della patologia;

obiettivo realistico;

evidenze per quella specifica condizione;

caratteristiche della procedura;

alternative disponibili.

Il punto più importante non è trovare la preparazione con il nome più innovativo o con “più cellule”.

È scegliere un trattamento biologico appropriato per un paziente che abbia realmente la possibilità di beneficiarne.

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